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Poesia Bittersweet

  • Immagine del redattore: Music Caffè
    Music Caffè
  • 28 mar 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 15 apr 2019

Vi invito ad entrare in un album d’amore, di spensieratezza e di emotività ai massimi livelli. Un album che racconta l’amore senza annegare nel miele, che trova nelle relazioni disastrose paragoni divertenti e punti di vista alternativi, sdramattizando e rendendo ogni situazione spaventosamente vicina a chi ascolta


Questo disco è come il nero: sta bene con tutto. Un po’ malinconico, un po’ innamorato, un po’ menefreghista, Frah non sbaglia mai un colpo. Dieci brani, circa mezz’ora di storie ed emozioni, di cuori spezzati e di beat coinvolgenti. Tutto questo è Regardez Moi, l’ultimo album di Frah Quintale uscito nel dicembre 2017, in cui il cantautore bresciano mette a nudo un intero anno di vita.

Storie di un amore assolutamente sincero e tormentato, che vive nella quotidianità di chiunque, nel supermercato quando fai la spesa, tra le fette di una pizza quando non si ha voglia di cucinare o sdraiati al parco in un primaverile sabato pomeriggio. Insomma è un puzzle montato alla perfezione, un connubio tra poesia, ballate, hip hop e rap che si adatta benissimo al timbro del cantante, tra le vocali prolungate e le sillabe accentuate che seguono in modo impeccabile le basi un po’ indie e un po’ RnB. Uno dei brani più ascoltati dell'album è Cratere in cui, tra le trame di un amore perduto, si fa spazio un potenziale tormentone estivo che pur rimanendo un po’ amaro e con un pizzico di risentimento, mantiene un retrogusto di delicatezza estrema.


La traccia forse più discussa è la numero tre: Sì, ah. Ispirata a esperienze vissute in prima persona da Frah Quintale, è la cronaca di un appuntamento intimo con una ragazza (in questo caso fidanzata, attenzione!). Un testo forse un po’ più leggero, un po’ più ironico e divertente, che scherza sulle giornate passate a mangiare cibo d'asporto seduti per terra e fumare sdraiati sul divano. Criticata come debole e frivola, la trovo una boccata d’aria un po’ più frizzante, che vi farà scivolare tra una base decisamente ritmata e parole altrettanto piccanti. Perfetta da cantare in macchina.


E con questo album evergreen, ci vuole qualcosa che lo rispecchi: bittersweet e adatto ad ogni momento della giornata. Ho pensato a una bevanda analcolica, scoperta durante l’ultimo viaggio in Francia. È chiamato Shirley Temple ed è stato inventato appositamente per l’omonima attrice quando ancora era piccola, negli anni ’30. Il cocktail, che data la sua giovane età non poteva che essere analcolico, è stato creato miscelando Ginger Ale con sciroppo di granatina e soda, e decorato con una fettina di arancia. All’apparenza eccessivamente dolce, non dovrete aspettare molto prima che il pizzicore dato dallo zenzero nel Ginger Ale vi conquisti le papille gustative con un po’ di arroganza. Ora che avete tutto, buon ascolto.

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2019. By Music Caffè 

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